EUR: chiude definitivamente il Fiesta, la Questura revoca la licenza al locale
- TGEUR
- 26 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 2 ott 2025

Anche il Fiesta all'EUR ha chiuso definitivamente i battenti. La Questura di Roma ha revocato la licenza al locale a seguito di una serie di episodi violenti e della totale assenza di collaborazione da parte dei gestori, che non hanno mai segnalato risse o aggressioni alle forze dell'ordine.
L'ultima goccia è stato il tentato omicidio di un buttafuori, colpito da un colpo di pistola giovedì scorso.
Le indagini sul tentato omicidio proseguono, con la polizia che ha già individuato il complice dell'aggressore, accusato di concorso in tentato omicidio. Tuttavia, è sul fronte amministrativo che è arrivato il colpo finale per il locale. Secondo la Questura di Roma la chiusura del Fiesta è stata ritenuta “inevitabile di fronte a una chiara e pericolosa deriva". Già due mesi fa, con la riapertura estiva, il locale, in via delle Tre Fontane, era stato teatro di numerosi scontri, culminati l'8 giugno con un accoltellamento all'esterno che aveva già portato a una chiusura temporanea. La Questura sottolinea come in nessuna di queste circostanze il personale del locale abbia avvisato le autorità, lasciando che fossero i residenti a richiedere l'intervento.
L’EUR è un quartiere ostaggio della violenza?
La chiusura del Fiesta, solleva un interrogativo profondo e preoccupante: è davvero giusto che la soluzione alla violenza nella movida sia la chiusura dei locali?
Questo approccio, se da un lato mira a garantire la sicurezza pubblica, dall'altro penalizza pesantemente un intero settore e, soprattutto, i lavoratori onesti. Buttare la chiave sulla porta di un'attività significa condannare decine, se non centinaia, di persone a perdere il proprio impiego. È una risposta che, pur drastica, sembra non affrontare la radice del problema: la crescente violenza e maleducazione di una minoranza che, con i suoi comportamenti criminali, ostacola la sana fruizione della vita notturna.
Forse è il momento di interrogarsi su misure più strutturali che non sacrifichino l'economia e l'occupazione: un rafforzamento dei controlli, una maggiore formazione del personale di sicurezza, e soprattutto una seria riflessione sulle responsabilità individuali e sull'educazione al rispetto. La chiusura dei locali è un atto di resa di fronte a un problema che andrebbe affrontato con strategie più complesse e mirate, capaci di tutelare sia la sicurezza che il diritto al lavoro.









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